Francesco Anselmo

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Comunicato stampa: Francesco Anselmo Candidato alla Targa Tenco per la migliore opera prima

Una giuria composta da oltre 300 giornalisti musicali ha decretato “Il gioco della sorte”, l’album di esordio di Francesco Anselmo, uno dei cinque dischi più belli della sua categoria, mandandolo in finale per la Targa Tenco 2018, uno dei riconoscimenti più prestigiosi in ambito di canzone d’autore.

Anselmo, classe ’91, cantautore siciliano dalla scrittura matura e incisiva, ha racchiuso in nove tracce le scommesse, i rischi e la visione del mondo di un ventiseienne. Il suo è uno sguardo per lo più ironico che però talvolta riporta anche ad un mondo fantastico, popolato di vecchie dispettose, salmoni con la barba  e barbieri presuntuosi.

“Il gioco della sorte” è un album carico di energia, arrangiato come fosse un live. Testualmente si rifà alla canzone d’autore classica ma, musicalmente, prende dal folk  – con la presenza di marranzano, bouzouki e friscalettu a testimoniarlo – e lo mescola al rock, allo ska, ai ritmi balcanici e latini, per arrivare ad un sound che difficilmente permette di restare fermi.

Il disco è stato realizzato in nove giorni, durante i quali la band intera si è chiusa in una sorta di  “ritiro goliardico”, creando così un clima di intesa, complicità e divertimento che dalle tracce salta alle orecchie in maniera netta.

Nell’album, scritto ed arrangiato da Francesco Anselmo, c’è un solo brano che non porta la sua firma, ed è anche l’unico brano interamente in lingua siciliana: si tratta di “Ti detti l’anima” di Moffo Schimmenti.

Il disco esce accompagnato da un video live. Si tratta del singolo SALMONE NOIR, girato durante il concerto di anteprima a Polizzi Generosa, in provincia di Palermo.

I BRANI DELL’ALBUM

Il gioco della sorte. Dare un volto alla sorte non è solo un esercizio di fantasia, è come aprire un dialogo con chi decide della tua fortuna. In questo brano la sorte è una vecchia dispettosa e sorniona. Te la ritrovi accanto sempre, ti guarda e sorride, ti parla e si prende gioco di te. Si accompagna al Destino, diligente, più ordinato e con la sua stessa attitudine al gioco. Quello con le nostre vite.

Chissà. Una notte rara. Lì dove c’è sempre la nebbia ecco, improvviso, un tripudio di stelle. “Nel paese da cui provengo,  Polizzi Generosa, a quasi 1000 metri di altitudine, è quasi impossibile ammirare un cielo così in pieno inverno” dice Anselmo. “E’ stato lo stupore a dettarmi questo brano”.

Il pittore futurista. Un quadro dipinto dal vento: l’incubo, l’assurdo. Un pittore futurista in un posto forse senza futuro. Non è facile scrivere di emigrazione ma mai come oggi è necessario raccontare il dramma di chi lascia la sua casa o quel che resta, le macerie volute dai signori della guerra, un destino segnato per affidarsi alla sorte. “Si imbarca a pochissimi chilometri dalla mia terra e attraversa il mio stesso mare”.

Ti detti l’anima. Francesco Anselmo: “Volevo fortemente all’interno del mio primo disco, un brano nel dialetto della mia terra. Una sera mi trovai a casa di grandissimo artista, Moffo Schimmenti, e gli parlai di questa mia esigenza. Mi rispose: “Ho scritto un brano che potresti cantare tu, è in dialetto e poi io provo imbarazzo nel cantarlo…”. Dopo averlo ascoltato, non avevo parole: “Ti detti l’anima” è una poesia, una delle più belle canzoni d’amore che abbia mai sentito”.

Salmone Noir. Una notte con poca luna, un treno in alta quota e un mistero. E’ il primo singolo dell’album e ricorda le atmosfere dei racconti di Edgar Allan Poe. Così, su un divertente tappeto ska, tra echi folk e una tromba swing, Anselmo srotola un mystery che forse non troverà mai soluzione.

Il brano  è il risultato di un gioco, di un esperimento realizzato dentro le mura di Officina Pasolini (laboratorio di alta formazione sulla canzone della Regione Lazio) con Carmen Consoli. “Lei – racconta il cantautore – ci invitò a scrivere una canzone in un tempo prestabilito. Io e Drugo, cantautore fine e di gusto, ci trovammo in questa stanza, con un foglio bianco in mano. Non avevamo idee, così gli chiesi: cosa stai pensando? e lui: ad una donna bassa, in carne con un vestito color salmone. E tu? Io: ad un uomo alto, con la barba, un mantello nero e un bicchiere in mano. Decidemmo: scegliamo una location e scriviamo un noir”.

La Crisi.  Se ne parla da sempre ma nessuno l’ha mai risolta. Negli anni Trenta Rodolfo De Angelis, che gli dedica una canzone, si chiede addirittura che cosa sia. Ma la Crisi non ha un volto, si sa solo che c’è e se ne parla ogni giorno e ovunque, dai mercati al telegiornale, e forse “sarebbe anche il caso di dire basta”.

 

Il barbiere di sua figlia. Perché i barbieri e i parrucchieri, che sanno benissimo tagliare i capelli, hanno spesso dei grandi problemi con l’acconciatura? Sei lì col tuo bel taglio che, a capelli bagnati, ti soddisfa molto ma quando si accende il phon prende forma il dramma. “Ho fatto un piccolo sondaggio e pare che il problema sia molto sentito, non potevo non scriverci una canzone“ dice Anselmo.

Sogna Mondo. Non si riesce più a fare a meno della tecnologia, nemmeno nei momenti più intimi. Sono lontani i tempi in cui al bagno si leggevano le formule chimiche delle bottiglie di shampoo, adesso il cellulare è diventato insostituibile e fondamentale anche lì. Questo brano ironizza sull’utilizzo eccessivo della tecnologia e sullo sviluppo velocissimo delle tendenze in una società in cui i comportamenti diventano subito ossessivi.

 

Tre punte. Francesco Anselmo: “Sono molto legato a questa canzone, non a caso è quella che chiude l’album. E’ stata la prima canzone che ho scritto quando sono andato via dalla Sicilia. Pensavo: la mia, è una terra troppo legata alla tradizione per poter “salpare”. Eppure ogni volta che qualcuno va via dalla Sicilia è come se un pezzo della terra lasciasse la sua posizione naturale. Per fortuna che è cucita saldamente dal mare”.

CREDIT ALBUM:

Testi, musica, arrangiamenti e produzione artistica: Francesco Anselmo

Collaborazione alla produzione artistica: Paolo Coletta

Francesco Anselmo: voce, chitarra acustica, marranzano

Francesco Argento: batteria e percussioni

Luciano Ficile: basso elettrico

Manuele Giunta: pianoforte e tastiere

Matteo Bottini: chitarre acustiche, chitarre elettriche, chitarra classica

Paola Bivona: cori

Andrea Caligiuri (Drugo): voce narrante in “Salmone Noir”

Giuseppe D’Ippolito: bouzouki, friscalettu

Ruggiero Mascellino: fisarmonica

Giacomo Tantillo: tromba

Pietro Sardo: trombone

Carla Restivo: Sax contralto

Registrato da: Vincenzo Cavalli e Lorenzo Coriglione presso il “Sonoria Studio Rec.” di Scordia (CT)

Editing e post produzione: Vincenzo Cavalli e Lorenzo Manganaro

Mixato da: Vincenzo Cavalli, presso il “Sonoria Studio Rec.”

Mastering: Claudio Giussani, presso Energy Mastering, Milano

Foto e grafica: Gandolfo Schimmenti

Disegni in grafica: Sergio David

Ufficio stampa: Strategie di comunicazione – Daniela Esposito

Grazie a Roberto Terranova, Moffo Schimmenti, l’associazione “Dafni Musica usciaurudusuonu, Isola Tobia Label.

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