Francesco Anselmo

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IL GIOCO DELLA SORTE SNODATO TRA FOLCLORE E TEMPI MODERNI

Francesco Anselmo, classe ’91, approda al Parterre-Farnesina Social Garden l’8 settembre 2018 per presentare “Il gioco della sorte” summerTour, dall’omonimo album uscito il 14 Marzo 2018 e finalista per la Targa Tenco alla migliore opera prima. Anselmo non è un cantautore che macina l’ombra della scena moderna in voga già da un paio d’anni. Non utilizza synth, azzarda una scrittura fluente ma complessa, diretta ma poco banale, intrisa di significati, tratteggiata da una sprezzante ironia. Si ascolta e si percepisce una scrittura matura ed incisiva, sia per le tematiche trattate e sicuramente per la maniera d’esprimere il proprio punto di vista sulla società circostante. Probabilmente è un artista che ha assorbito in primis il sapore folcloristico delle proprie radici siciliane, per poi utilizzare la tradizione a servizio della contemporaneità: politica, disoccupazione, social network e amori perduti.
Ad aprire il concerto troviamo LeporeTroiani e Annecchino, tre studenti al primo anno dell’Officina Pasolini diretta da ToscaGiulia Annecchino, con estrema dolcezza e con la sua fedele chitarra stretta tra le dita, allieta l’inizio serata con brani come “Ritorno io” e “Per Laura”, per poi interpretare impeccabilmente “Nuovo” Gianmaria Testa. A seguire Jacopo Troiani, decisamente più conciso e meno sognante, con una scrittura pungente ma, nonostante tutto, pregna di sentimento, si esibisce con alcuni brani come “Novecento”, “Lost”, “Giovani attori”. Infine Lorenzo Lepore, del quale si percepisce a primo ascolto un bisogno totale d’esprimere il proprio essere tramite immagini, cantando la quotidianità alterata dalla percezione soggettiva del mondo con brani come “Ambulanza”, “Maturità”, “Il cantico del pesce condannato”.
Francesco Anselmo sale sul palcoscenico affiancato da Francesco Argento alla batteria, Paolo Mazziotti al basso elettrico e Matteo Bottini alla chitarra elettrica, rievocando sin da subito temi che spaziano tra il modus operandi della tradizione cantautorale italiana e una contaminazione di matrice folk, rock, ska e ritmi balcanici e latini: una mescolanza ben amalgamata di diversi generi che permettono all’artista di barcamenarsi su differenti piani argomentativi e di restare sempre e comunque affascinante, e dotato di grande versatilità e policromia.
Il giovane siciliano riflette ad alta voce e dialoga con il proprio pubblico sull’oggi in cui siamo inconsapevolmente immersi, interpretando i propri brani con particolare coinvolgimento emotivo ed energica grinta. Coinvolge gli ascoltatori in ballate tipiche siciliane e brani dalla scrittura fresca come “Il gioco della sorte“-che concede il titolo all’intero progetto discografico-, “Il pittore futurista“, “Il barbiere di sua figlia” e “Tre punte“. Salgono sul palco Eleonora Tosto per cantare “Ironica“, e Drugo e il complesso di Napoleone per spalleggiare il cantautore nel brano d’esordio “Salmone noir“. Si sfiorano con estrema delicatezza tematiche decisamente incresciose per il nostro Paese, come il mare e l’immigrazione: Anselmo dà voce in musica al dramma che ci investe giornalmente senza riserva e scansi d’equivoci. Il suo show non risulta mai torbido o pesante, piuttosto alterna sprazzi d’estrema commozione a momenti ludici, improvvisando aneddoti, battiti di mani a tempo e addirittura cori, chiamando a gran voce i propri ascoltatori entusiasti per permettere la rottura definitiva della quarta parete, che delle volte fatica un po’ a crollare: la musica è uno splendido gioco che funziona se si è in tanti a giocarlo, e questo Anselmo l’ha capito bene risultando vincente nel mettere a nudo la propria interiorità senza mai creare divario tra la sua persona e chi gli sta di fronte.

Articolo a cura di Recensito

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